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Per quanto riguarda i seminativi, è ora in atto una evoluzione storica, in vista delle nuove politiche comunitarie che entreranno in vigore il prossimo 2006, che vede inserire, al posto di mais e soia,  il girasole, i frumenti, i medicai oltre ad altre coltivazioni, come miscanto, sorgo da fibra, pioppo, canna etc., potrebbero essere utilizzate in un futuro molto prossimo per la produzione di biocarburante sia per il riscaldamento che per l’autotrazione e per la produzione di energia elettrica.

Ricordiamo la società ENERGIE PULITE 2000, già citata nell’introduzione, il cui scopo è quello dello studio dell’utilizzo delle biomasse. Interessante la stretta collaborazione sorta con l’Università di Udine, dipartimento produzioni vegetali, che ha portato avanti degli studi sull’olio di girasole e sull’olio di colza; collaborazione che ha prodotto dei corsi post-laurea.
L’agricoltura di Latisana guarda alla specializzazione e alla qualità; i filoni di interesse sono in particolare quello vitivinicolo, ortofrutticolo, ed anche zootecnico, per certe produzioni particolari. Rinomata è la produzione di latte proveniente da allevamenti di bovini  altamente qualificati. Dal latte si hanno formaggi di qualità prodotti dalla latteria turnaria di Pertegada. Ed ancora si lavora per il recupero di razze autoctone da latte per ritornare, attraverso la latteria, alla qualità di un prodotto lattiero-caseario ottenuto con foraggi e l’utilizzo di  tecniche agronomiche rispettose del territorio e dell’ambiente.
Latisana si pone come centro zootecnico (famosa fino a qualche anno fa l’asta dei bovini che si teneva a giugno).

In conformità con i nuovi orientamenti comunitari, anche il nuovo piano regionale di sviluppo rurale  promuove un’agricoltura eco-sostenibile di qualità e si prefigge gli obiettivi di sviluppare filiere tipiche locali e trarre maggior valore aggiunto dal prodotto agricolo.
La diversificazione quindi è in parte  già avviata. Oltre agli investimenti in attività complementari - quali l’agriturismo da noi in forte espansione - si riscontra anche nel territorio del Mandamento una tendenza alla specializzazione in senso orto-frutticolo e in qualche caso floricolo, per garantire la diversificazione del rischio del raccolto nonché migliori margini. E’ nelle erbe aromatiche ed officinali che Latisana punta di più. Nel 1988  si costituisce la cooperativa LaTisana che si muove in particolare nel settore della profumeria e produce la saponetta LATISANA. Altre imprese si sono mosse su questo filone e dopo una prima produzione di piante officinali e aromatiche in vasetto e giardinaggio (famose le aiuole e le aree verdi di Lignano e Bibione allestite da ditte florovivaistiche  Latisanesi), ora si  muovono per la produzione di olî essenziali tramite distillazione delle essenze. L’uso di tali olî, a scopo profumante, viene ottenuto attraverso l’ausilio di diffusori in terracotta appositamente studiati e realizzati da imprese artigiane locali, favorendo quindi un indotto nell’ambito dell’artigianato. Le aziende si sono modernizzate con conseguente riduzione dei costi di produzione, realizzazione di risparmi energetici (grazie all’introduzione del pannello solare e dell’uso corretto dell’acqua calda di falda), miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita degli addetti, nonché tutela e miglioramento dell’ambiente applicando moderne tecniche colturali a basso impatto ambientale.
Si aggiunga che è in crescita la sensibilità locale con l’adozione ed il rispetto delle norme previste dal Piano di Sviluppo Rurale,  verso le colture eco-compatibili per avvicinarsi all’attuale trend della domanda di mercato nazionale e internazionale.
Esistono infine buoni collegamenti dei produttori agricoli presenti nel Mandamento con consorzi  specifici a livello nazionale per l’esportazione internazionale della produzione orto-frutticola (es. "percocca" negli USA), floricola e viti-vinicola.

Alla fine degli anni settanta inizia a Latisana una politica per l’uso razionale dell’acqua calda di falda. Nel 1980 l’ENEA di Roma promuove e sviluppa un articolato programma nel settore dell’ortofrutta ricorrendo ad impianti in serre, a Gorgo, riscaldate, appunto, con l’acqua calda di falda.
Con questo innovativo sistema, ha riscosso particolare successo la coltivazione dell’asparago bianco di Gorgo che già a marzo viene raccolto e commercializzato anche all’estero. Fin dalla fine degli anni ’80 a Gorgo si celebra l’asparago con una manifestazione di carattere regionale-nazionale dedicata al magnifico turione: "ASPARAGORGO", che si tiene in primavera.

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